Biologia ed Ecologia

Il Dipartimento di Biologia ha come direttore il Prof. Ettore Ruberti. Gli obiettivi del Dipartimento sono finalizzati a migliorare la conoscenza degli aspetti biologici moderni nell’ambito della evoluzione ecologica che caratterizza fortemente lo stato del pianeta Terra.

In breve si riporta la sintesi storica. La ricerca biologica venne impostata prima di tutto nell’ambito della tradizione culturale fin dai tempi di Aristotele (IV secolo a.C.) e Galeno (II-III secolo d.C). La ricerca continuò con gli studiosi musulmani come al-Jahiz, Avicenna, Avenzoar, Ibn al-Baitar e Ibn al-Nafis. Quindi la storia della biologia si è evoluta durante il Rinascimento in Europa e l’inizio dell’Evo moderno, con l’empirismo e dalla scoperta di molti nuovi organismi (Vesalio e Harvey). Con il successivo utilizzo della sperimentazione e dell’attenta osservazione della fisiologia, i naturalisti come Linneo e Buffon cominciarono a classificare la diversità della vita e i reperti fossili, così come lo sviluppo e il comportamento degli organismi. Con lo sviluppo della microscopia si scoprono i microrganismi e si definiscono le fondamenta per la teoria cellulare. Nei secoli XVIII e XIX, le scienze biologiche e le varie sottodiscipline come la botanica e la zoologia vengono inquadrate come discipline scientifiche e professionali. Lavoisier e altri fisici elaborarono le teorie fisico-chimiche di collegamento fra il mondo animato e inanimato. Gli esploratori naturalisti come Alexander von Humboldt cominciarono ad investigare l’interazione tra gli organismi e l’ambiente circostante, le regioni della Terra. Così nacquero le basi della biogeografia, l’ecologia e l’etologia. I naturalisti disquisirono sull’essenzialismo e la importanza dell’estinzione e la mutevolezza delle specie. La biologia delle cellule si sviluppò come base per la conoscenza della vita. Si impose il grande Charles Darwin con la sua teoria dell’evoluzione della selezione naturale basata anche sui risultati dell’embriologia e della paleontologia. Dopo il contributo di Gregor Mendel si arriva rapido sviluppo della genetica da parte di Thomas Hunt Morgan e dei suoi studenti. Quindi la combinazione della genetica delle popolazioni e della teoria della selezione naturale condussero alla famosa “sintesi neodarwiniana”.

James Dewey Watson e Francis Crick crearono l’ipotesi sulla struttura del DNA. Di conseguenza nacque la definizione e la decifrazione del codice genetico. La biologia fu separata tra biologia organica – riferita a organismi interi e gruppi di organismi – e biologia cellulare e molecolare. Si staglia il nuovo campo di interazione fra tecniche molecolari e biologia molecolari e cellulari per investigare le interrelazioni tra i geni e l’ambiente circostante. In questa panoramica si è inserita l’analisi biologica degli aspetti del cambiamento climatico. Dopo gli accordi internazionali presi nella COP 21 di Parigi su Clima, Inquinamento Energia, si ritiene oltremodo necessario occuparsi e studiare a fondo tali complesse dinamiche ambientali nell’ambito della facoltà di biologia e ecologia integrata. L’equilibrio naturale è estremamente delicato. Molte Istituzioni Internazionali e relativi esperti pensano che la Terra sia un sistema omeostabile e che la influenza umana degli ultimi Cento anni sia stata e sia minima. Non è vero, il sistema ecologico terrestre ormai da meta-omeostabile sta passando rapidamente a diventare metastabile e le metastasi non sono più controllabili come purtroppo l’Umanità ben sa. L’Umanità forse è in pieno Antropocene e l’uomo ha già innescato, forse, con molto anticipo una delle tante estinzioni avvenute in passato sulla Terra. Di solito ci vogliono milioni di anni per passare da un’età geologica all’altra. L’uomo moderno, in pochi anni, ha variato la composizione della nostra atmosfera rispetto alla CO2 e agli altri innumerevoli inquinanti che, con le combustioni umane, vengono scaricate nella atmosfera probabilmente neĺla stessa quantità del vulcanesimo delle prime ere geologiche. Quando il pianeta Terra, già rigogliosamente ricoperto di vita per merito di batteri estremofili e microorganismi foto-sintetici, è ripiombato allo stato primordiale per cause naturali, con mari rossi di batteri anaerobici e acidofori e alghe cianoficee che sguazzano nel mortale idrogeno solforato e atmosfere violette di miasmi venefici dei più mortali composti, tranne il miracoloso ossigeno che tanto serve all’uomo che lo sta distruggendo sull’intero pianeta.

E’ certo che la vita continuerà senza di noi: lo dimostrano le rocce micro – organiche degli stromatoliti che hanno prodotto O2 per milioni di anni, o i pescecani e le tartarughe e altri organismi tipo Nautili (vedi J Verne!!!) che sono riusciti nelle profondità abissali degli oceani, divenuti acidi e anossici, a filtrare il poco ossigeno rimasto. Si dubita fortemente che l’uomo moderno ci riuscirà. Per prevenire tutto ciò bisogna nella nostra università UNISRITA dare il via a corsi inerenti a queste urgenti problematiche: come esempio, la microbiologia, la fotosintesi, l’ecologia, la genetica dei microorganismi, radio genetica, biologia marina, la .biologia molecolare, la fisiologia, la anatomia micro organica, la archeo-biologia di archeobatteri e proto-batteri estremofili, i cicli biogeochimici, la pedologia organica humus, la oceanografia, l’energetica biologica, l’evoluzione le estinzioni biologiche, le soluzioni immediate di sopravvivenza, nuovi modelli di sviluppo da attuarsi immediatamente ecc. L’ossigeno che ci ha visto nascere è stato un sottoprodotto, forse neanche tanto voluto di microorganismi primordiali abituati, per lo più, a essere anaerobici e a respirare ammoniaca…

Questi argomenti e altri verranno integrati e sviluppati nei vari “Master” interdisciplinari già indicati.

Pubblicazioni

Lo Strutturalismo in Antropologia e la diffusione dell’Homo sapiens in Italia – Il Progresso magazine

Nucleare di nuova generazione: i reattori a piombo

L’evoluzione biologica: dalle idee del settecento alle ultime scoperte